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12

MAGGIO, 2017

Ilaria Beretta

Nazi-vegani: nascita (e morte) di una parola insensata

Prima c’erano i vegetariani da prendere in giro e isolare, poi ci sono stati i vegani da stigmatizzare e (sempre) cercare di isolare, ma tutto questo è Storia perché oggi 12 maggio 2017 nascono ufficialmente sui media i Nazi-vegani: ce lo dice il giornalista Luca Bolognini che sulle pagine de Il Giorno intervista Giuseppe Cruciani, conduttore radiofonico.

nazi vegani

NAZI-VEGAN: UNA PAROLA INSENSATA

È interessante vedere questo fenomeno da vicino, sperando che imploda, in poche collaudate mosse di difesa e di attesa da parte di tutti gli animalisti, i vegetariani e vegani in ascolto. Due i tratti salienti dell’intervista dal titolo «Io, nel mirino dei nazi-vegani. Ho ricevuto diecimila minacce», alla quale è dedicato un ampio spazio nella pagina del quotidiano. Il primo: il giornalista chiede al conduttore radiofonico chi sono e che cosa sognano i nazi-vegani e viene subito da chiedersi perché non l’abbia chiesto direttamente a loro; seconda cosa: i termini black list e Brigate Rosse usati nel pezzo sapientemente all’inizio e alla fine, come a creare un confine di fuoco, indicano chiaramente dove si vuole condurre il lettore: ad avere paura. Paura dei vegani.

“per far cessare la violenza di tutti su tutti occorre partire dai nostri gesti quotidiani”

PATTERSON NON SAREBBE D’ACCORDO

Nazisti e vegani messi in un’unica parola: Bolognini e Cruciani forse ignorano, tra le altre cose, il libro di Charles Patterson Un’eterna Treblinka, il nostro trattamento verso gli animali e l’Olocausto (Edizioni EIR) dove vengono riportate le voci di molti ebrei sopravvissuti che non esitano a riconoscere se stessi, imprigionati e denudati di ogni dignità di individuo, alla vista degli animali condotti con i camion ai mattatoi. Una lettura terribile eppure necessaria quando si vuole contrastare quelli come Bolognini e Cruciani che cercano di cavar fuori dalla Storia l’insegnamento sbagliato: evidentemente sbagliato. Il prof. Patterson, iscritto anche alla PEN (la società letteraria più importante e più antica della nostra cultura occidentale) è dell’idea, seguita da milioni di lettori in tutto il mondo, che il Nazismo si comportò allora con gli Ebrei esattamente come la società attuale (persone che la pensano come Cruciani e compagnia) si comporta con gli animali oggi.

CAPITINI NEPPURE

E ignorano, Bolognini e Cruciani, anche chi era Aldo Capitini, fondatore della Società Vegetariana nel 1952 e del Movimento non violento e della marcia pacifista di Assisi, che fu allontanato dalla sua cattedra alla Normale di Pisa per le sue idee, favorevoli alla Pace diffusa e contrarie al Fascismo.
Cruciani quindi sbaglia e molto: ad associare i nazisti ai vegani e i vegani in generale a quei pochi che, sbagliando, lo hanno minacciato. Chi sono le persone contro cui si scaglia Cruciani? Chi sono, cioè, le persone che hanno fatto la scelta vegan? Sono persone che hanno visto che la nostra società si basa su un assunto feroce col quale non sono d’accordo e cercano di cambiare e di cambiarla. Quale assunto? Tortura e morte dei più inermi per favorire il più forte: l’uomo sugli animali, e tra gli uomini il più ricco e il più forte su tutti gli altri, meglio se maschio e bianco. E quindi no, non possiamo chiamarla una società evoluta alla quale essere fieri di appartenere!

I VEGANI NON HANNO A CHE FARE CON LA VIOLENZA

C’è chi, tra i vegani, c’è arrivato gradualmente, chi improvvisamente ha capito: per far cessare la violenza di tutti su tutti occorre partire dai nostri gesti quotidiani, quelli più importanti e che hanno più peso, quelli che ci servono per vivere e che hanno più forza perché sono praticati costantemente: mangiare è il più importante di tutti, e poi vestirsi e curarsi.

E L’ATTIVISMO CI VUOLE

Nel gruppo ormai esteso di persone vegane in Italia (abbiamo superato il milione) ci sono anche persone che credono che non basti mangiare una cotoletta di soia per salvare gli animali che – lo ricordiamo – mentre noi siamo qui a disquisire vengono in ogni minuto nel mondo torturati (vivisezione e ricerca, industria del latte e delle uova) e uccisi (ancora vivisezione e ricerca, industria delle carne): queste persone hanno ragione. L’attivismo per i diritti degli animali, che non è mai disgiunto dalla difesa dei più deboli più in generale, ci deve essere e deve comprendere anche i salvataggi diretti, le liberazioni, i flash mob, i cortei e tutto quello che ognuno può fare per spingere le persone a pensare di più e a salvare vite, e vite e ancora vite.

VITA E VITE

Vita. Noi siamo qui per la vita che è il bene a cui teniamo di più e che è anche la conditio sine qua non. Chi minaccia Cruciani sbaglia perché oltre ad assumere un comportamento non corretto fa male soprattutto agli animali, permettendo al Bolognini di turno di fare da grancassa al Cruciani di turno e a i suoi assurdi accostamenti.
Noi persone vegane sappiamo che la violenza chiama la violenza, per questo ne interrompiamo i fili e cerchiamo di costruire qualcosa di meglio intorno a noi, con il cibo e con uno stile di vita responsabile.
Lasciamo perdere i Cruciani! Ci sono e ci saranno sempre persone che fanno della provocazione violenta e sguaiata (brandire un salame e insultare) la loro cifra stilistica e il loro segno di riconoscimento, perché fa successo, ma soprattutto fa soldi. Per capire che soldi, successo e potere sono quelli che “tirano di più” dalle parti di Cruciani & CO, ci basta infatti sapere che lo stesso Cruciani e Radio 24 per la quale lavora, sponsorizzano e vendono magliette con scritto “IO ODIO CRUCIANI”, per attizzare gli animi e vivacizzare un pubblico altrimenti smorto o indifferente.

SOLO PER IL SUO BUSINESS

Riconosciamo che il loro è solo un business: fare soldi con l’odio provocato artatamente negli altri. Riconosciamolo e non parliamone possibilmente più, perché ignorarli è il modo migliore per metterli a tacere e non prestargli altre occasioni di guadagno.

E ricordiamo che non è sulla nostra pelle, il conto che la società presenta ogni giorno, ma su quella dei più deboli, uomini e animali insieme.

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