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Marzia Riva: dal blog a una cucina vera e condivisa a Milano

31 gennaio 2018

Di Ilaria Beretta

Marzia Riva, food blogger, esperta di Comunicazione e in Food Communication, responsabile delle Risorse Umane di una grande azienda, consulente e docente per Joia, il ristorante vegetariano famoso per aver ricevuto la stella Michelin fin dal 1996, ma soprattutto “Locandiera” della Taverna degli Arna il blog che raccoglie le sue esperienze di vita insieme alle sue ricette, tutte gluten free. A breve, sta per aprire una cucina tutta sua, uno spazio aperto alla creatività, al piacere di stare insieme, tutto ispirato all’etica.

LA “TAVERNA” È NATA COSI’

Cibo e vita per Marzia Riva sono sempre stati una cosa sola, a partire da quando una volta sposata, la sua casa è diventata il rassicurante punto d’incontro per amici che magari non sapevano cosa mangiare o con chi dividere un pasto. È nata così la Taverna degli Arna, spontaneamente, una “congregazione” via via più estesa fatta di amici e amici di amici di Marzia e del marito Alessandro Arnaboldi, fotografo esperto in food, che amano il buon cibo e l’accoglienza in casa “Arna”.

Come sanno tutte le persone profonde, soprattutto quando si hanno passioni forti che ci scuotono, per capire chi si è e dove si vuole andare, ci vuole tempo, quello della maturazione. E adesso, per Marzia Riva è arrivato questo momento. «Rinuncio al mio lavoro come responsabile delle risorse umane per dedicarmi completamente al cibo».

LA “TAVERNA” DIVENTA UNA CUCINA VERA E CONDIVISIBILE

Che cosa succede allora a Milano, dove si trova Marzia e la sua “Taverna”?

«Credo di aver trovato lo spazio giusto per aprire finalmente un laboratorio tutto mio, uno spazio dove preparare catering e banqueting, le cene a domicilio e fare i corsi di Alta cucina per amatori e per professionisti. Ma non sarà solo una cucina chiusa in se stessa! Vorrei che fosse un laboratorio polivalente dove si possono svolgere eventi privati, pranzi o cene di lavoro, matrimoni, battesimi, anche mostre d’arte, vernissage, ho pensato anche a sfilate di moda e a servizi fotografici che possano considerare una cucina come sfondo, spunto creativo, centro propulsore di ispirazione e ingegno. Si tratta di un coworking in cucina in cui l’aggregazione delle persone che vi partecipano ha e avrà sempre uno sfondo etico: attenzione alla vita di tutti gli esseri viventi».

Innamorata di tutto ciò che unisce le persone e che comunica a loro gioia di vivere, vicinanza e calore, ogni creazione e ricetta per Marzia Riva è una parola nuova che va ad arricchire il nostro vocabolario, e che lei mette a disposizione di tutti nel suo blog, «perché il cibo è il mio linguaggio per parlare agli altri ed è anche un modo di farli dialogare tra loro».

MARZIA RIVA: PERSONAL CHEF PER CORSI, CORSI+CENA, CENE A DOMICILIO

Intanto alla Taverna degli Arna, la “locandiera” continua il suo intenso lavoro, chi volesse provare il cibo preparato da Marzia Riva ma anche incontrarla di persona può farlo attraverso tre modalità/ occasioni che sono:il corso di cucina con cena finale, il corso a domicilio, la cena a domicilio.

Tra compleanni a bordo piscina per decine e decine di persone, addii al “nubilato” con cena architettata dalle amiche della futura sposa, corsi a domicilio personalizzati, Marzia Riva non sta un minuto ferma: non solo perché deve unire l’insegnamento a Milano e in altre città italiane alla sua attività di chef e di food blogger, ma anche perché in ogni momento cerca nuovi piatti da proporre. Tra le tante ispirazioni segnaliamo: bicchierini di tartare di verdure fresche con maionese allo juzu, gnocchi di castagne con salsa all’anice stellato , la falsa lasagna al cavolfiore, dove le lasagne sono preparate con farina di mais e grano saraceno, funghi Portobello ripieni di lenticchie mignon, zucca e cavolo cappuccio rosso, pan di spagna alle mandorle con sciroppo di pesce caramellate…

LA FORZA DI UNASQUADRA E… DEL BLENDER

La forza di questa professionista? La sua preparazione, la sua inventiva e la sua generosità. E inoltre la sua squadra esclusiva composta dal marito Alessandro, dal figlio chiamato anche “il Piccolo Chef” che fa da critico e da gourmeur e, ultimo componente del gruppo… il frullatore!

«Qualche anno fa ho ricevuto questo blender a un concorso internazionale di cucina al quale mi ero iscritta quasi per gioco e che ho vinto con la mia ricetta “Cremoso di mandorle alla vaniglia con salsa di fragola”. Il blender è il mio compagno insostituibile. Forse perché la mia specialità sono i formaggi vegetali o perché mi aiuta con precisione in tutte le preparazioni crudiste, ma con lui parlo e ogni tanto mi scappa anche un ‘Bravo’!»

Per saperne di più…

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