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28

ottobre, 2016

Dora Grieco

Il torello Scilla è sano e salvo e noi siamo nell’Antropocene

Scilla, un eroe del nostro tempo

Erano i primi dell’aprile scorso quando ci giungeva la notizia di una “mucca” scoperta a nuotare nello Stretto di Messina. Ci sarebbero volute parecchie ore per saperne di più e soprattutto seguire a distanza il suo salvataggio. Il torello, come poi si è rivelato, veniva da una nave da trasporto che lo avrebbe dovuto consegnare alle sponde opposte del Mediterraneo insieme ad altri compagni al solito capolinea; il veterinario che lo ho visitato sul molo dopo il salvataggio aveva rilevato la presenza del microchip e quindi c’era la possibilità che il giovane, adesso di nuovo in mano degli uomini, dovesse riprendere il suo tragico viaggio. Grazie a Resistenza Animale, ad Agripunk, a Enpa Sicilia e Nazionale, e anche alle migliaia di persone che hanno attivato il mail bombing verso le autorità competenti affinché si convincessero a dare in adozione il vitello, subito battezzato Scilla, oggi Scilla è un animale libero.
È appena arrivato ad Agripunk che l’ha chiesto tempestivamente in adozione; è stato accolto nel rifugio “per tutti gli animali” situato in provincia di Arezzo, ex sede di un allevamento intensivo di tacchini e oggi punto di riferimento della cultura equispecista. Da oggi Scilla condurrà la sua vita in libertà, insieme ad altri animali salvati dal macello e vivrà, speriamo, lunghissimi anni; forse ci regalerà, come capita a molti animali nei rifugi, sprazzi del suo carattere e della sua personalità, aiuterà altri compagni,sarà un leader o un timidone… Abbiamo speranze riposte in lui! Il coraggio di Scilla, la sua voglia di libertà non possono che esserci d’insegnamento e di ispirazione.

Il clima terrestre e l’Italia primo importatore di carne dal Brasile

Nei giorni scorsi il WMO, World Meteorological Organization ha lanciato il suo ultimo allarme, questa volta però non si tratta di una condizione di eccezionalità, destinata a impaurire e poi svanire, è invece la stabilizzazione di un dato: dallo scorso 2015 si respirano nell’aria 400 ppm (parti per milione) di CO2, una soglia che veniva considerata di allerta e che adesso è fissa, anzi è in aumento e, ci dicono, sarà per sempre la “normalità” di vita su questo Pianeta. Sappiamo che l’atmosfera agisce come il vetro di una serra: l’aria trattiene il calore del sole come il vetro e mantiene la Terra a una sua temperatura, quella che ha consentito la nascita della vita così come la conosciamo. L’aumento dell’anidride carbonica agisce come un “inspessimento” del vetro della serra e il calore non riesce a uscirne e rimane a scaldare la crosta terrestre. Ogni aumento dell’anidride carbonica corrisponde a un aumento più o meno stabile della temperatura media della Terra, con le conseguenza che tutti conosciamo: dallo scioglimento dei grandi ghiacciai a quelli della banchisa artica, aumento del livello del mare, erosione e distruzione delle coste, spostamento del microclima locale…
Questa notizia non è apparsa su siti ambientalisti e allarmisti, ma su tutti i media nazionali e internazionali. In Italia, poi, è apparsa contemporaneamente a un’altra notizia: quella che il nostro Paese nel 2015 è stato il maggiore importatore di carne dal Brasile con 28 mila tonnellate e nel primo semestre del 2016 questa cifra è salita ulteriormente, con oltre 16 mila tonnellate già importate; carni che andrebbero a produrre anche la bresaola della Valtellina Igp e Brasile, nei primi posti nel mondo per la violenta deforestazione e come paese più inquinante.

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“Da oggi Scilla condurrà la sua vita in libertà.”

Animali, uomo, clima: tutti nell’Antropocene!

E aggiungiamo un ultimo dato. Nell’agosto scorso il Convegno internazionale di geologia a Città del Capo ha visto la partecipazione di oltre 4000 delegati provenienti da 117 paesi con oltre 5000 abstract di lavori scientifici. Tale consesso di studiosi ha decretato una nuova era della Terra: l’Antropocene, per indicare antropos, l’uomo, come l’elemento che attualmente determina la Terra e i suoi equilibri: non ci sono grandi glaciazioni o scoperte del fuoco che tengano, l’uomo moderno supera tutti nell’improntare di sé la vita su questa Terra e anche quella di tutti gli esseri viventi. Tracce della nostra “civiltà” umana si trovano ormai nelle rocce, quindi nel “corpo” della terra, sottoforma di radioattività provenienti dai test atomici e di micro particelle di cemento, plastica, alluminio, anche carbone, che vanno a sedimentarsi e poi far parte della “Nuova Terra”, firmata dall’uomo.
Ora, avere intitolata un’era geologica può lasciarci perplessi, perché qui non si tratta di un onore ma di un onere: è come se mettessero il nostro nome sulla tomba che qualcuno (non richiesto) sta costruendo: ci sentiremmo almeno a disagio! Ma non dobbiamo scoraggiarci, proprio sull’insegnamento di Scilla.

Antropo-azioni

Anche se l’Antropocene è quello che ci tocca da vivere possiamo improntarlo diversamente, passi piccoli magari, ma tanti: privilegiare la spesa a km zero, acquistare prodotti senza troppi involucri (lasciare giù gli altri), controllare gli ingredienti dei cibi confezionati che siano totalmente privi di additivi (e naturalmente di origine vegetale), cercare di comperare da piccole e medie aziende che siano a basso impatto ambientale, buttare via pochissimo, meno che si può, non sprecare, cercando di fare individualmente o in condominio il compostaggio, sul web ci sono centinaia di spunti (e indicazioni di libri) con ottime ricette realizzate a base di scarti e, ultimo ma non ultimo, avere uno sguardo sugli altri viventi non da esseri superiori ma di chi si sente sulla stessa strada. E, se vi piace, far leggere queste righe a chi ancora è convinto che mangiare carne faccia bene.

Mentre il torello Scilla nuotava nello Stretto, la sua paura sarà stata tanta, almeno quanto la misura del coraggio che ha dimostrato: anche noi possiamo misurare la preoccupazione di vivere in una terra sempre più inospitale con il coraggio e la determinazione che mettiamo nel compiere una “buona” azione.

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