PagineVegan, tutto il vegan che vuoi

Il caso WeWork: il mondo del lavoro si fa etico

30 luglio 2018

Progetto Vivere Vegan
News Pagine Vegan

LA MOSSA DI WEWORK

L’azienda americana che si avvia a diventare un colosso ha bandito da tutte le sue sedi e attività il consumo di carne, puntando il dito sugli allevamenti di Animali, ritenuti tra i principali responsabili dell’inquinamento ambientale.

WeWork è un’azienda americana che, come dice il nome, si occupa di tutto ciò che può occorrere per lavorare: luoghi fisici e virtuali, quindi uffici e aree convegni, spazi fieristici attrezzati e tutti i servizi per ufficio, dal segretariato alla consulenza, dalla contabilità alla creatività. Non solo: grazie all’idea di fornire tutto questo in un’unica soluzione WeWork è diventata presto anche una rete perché chi s’incontra nei suoi spazi, fisici e non, facilmente crea contatti e rapporti di lavoro, a volte anche duraturi. È stato calcolato che siano 100.000 le persone che fanno parte della società che costituisce WeWork e che beneficiano, tra l’altro, di un’assicurazione sanitaria e dell’accesso a un network interno con banca dati esclusiva. La rivista economica Bloomberg quantifica a 6000 i suoi dipendenti sparsi tra gli Stati Uniti e altri paesi tra i quali Australia, Argentina, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Francia, Germania, Hong Kong, Irlanda, India, Israele, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Perù , Singapore, Corea del Sud, Spagna e Regno Unito.

Perché ci occupiamo di questo gigante in crescita? Perché da alcuni mesi ha cominciato al suo interno una politica di salvaguardia dell’ambiente eliminando la carne da tutti gli eventi lavorativi che portano sia il marchio WeWork sia i brand affiliati che sono WeWork, WeWork Labs, WeLive, Rise by We, WeGrow: questo comporta anche che nessun chiosco di cibo in loco o catering verrà accettato se serve carne, e che non verranno rimborsati gli impiegati per pasti che contengono carne.

Miguel McKelvey, che ha fondato l’azienda insieme a Adam Neumann nel 2010, scrive ai dipendenti in una e-mail: «Una nuova ricerca indica che evitare la carne è una delle cose più importanti che un individuo può fare per ridurre il proprio impatto ambientale personale, anche più che passare a un’auto ibrida».

Visti i numeri aziendali, l’impatto ambientale di questa scelta è significativo, secondo Business Insider, il giornale online che si occupa di aziende, capitali e investimenti, si stima che questa nuova politica salverà 15.507.103 animali, 16.6 miliardi di galloni d’acqua e 445.1 milioni di libbre di anidride carbonica entro il 2023.

Questa mossa di WeWork si inserisce nella generale tendenza (in crescita) di collegare la salvaguardia dell’Ambiente alle proprie scelte alimentari; la correlazione tra Ambiente e allevamenti di Animali per lo sfruttamento della loro carne, del loro latte e, più in generale, delle loro vite – un tempo considerata azzardata, inusuale e vista complessivamente di cattivo occhio – oggi è citata da moltissime fonti scientifiche e giornalistiche con numeri e statistiche, e sono sempre di più le persone, soprattutto giovani, ad essere consapevoli di quanto i loro consumi in campo alimentare possano influire sulla vita della Terra, attuale e futura. Non a caso la domanda di prodotti alimentari a base vegetale è aumentata del 140% in pochi anni.

WeWork può essere preso come un buon esempio del valore della responsabilità sociale delle imprese. Prendendo una posizione ferma contro il consumo di carne e portando ragioni etico-ambientali per questo, l’azienda dimostra che le scelte importanti che hanno una ricaduta imponente su tutta la comunità possono (e dovrebbero sempre) essere fatte pensando al Bene Comune.

Chi legge la notizia, gli stessi dipendenti di WeWork, e tutti noi, d’ora in poi saremo più portati a pensare che “fare un buon lavoro” voglia dire da un lato impiegare positivamente non solo la forza e la determinazione del singolo ma anche la vitalità e l’energia della comunità che lavora insieme, e dall’altro che è eticamente rilevante e generatore di effetti positivi agire in modo trasparente e leale con tutti, anche quando l’ azione che compiamo sembra apparentemente lontana dal danneggiare o fare del male, perché occorre considerare che il bene comune è il bene di tutti, e il bene degli Animali è anche il bene di noi Umani.

Questo sito si avvale di uso di cookie tecnici e di terze parti necessari al funzionamento e utili per tutte le finalità illustrate nella Informativa estesa o Cookies Policy. Se vuoi avere maggiori informazioni per proseguire nella navigazione del sito di Pagine Vegan oppure negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookies, consulta la Informativa Estesa o Cookies Policy che segue. Cliccando su Accetta acconsenti uso dei cookies stessi Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi